GIOVANNI CORDELLI
Il tempo degli eventi è diverso dal nostro.
E. Montale
I petali, il tempo e le nuvole.
Sono nato in un giorno d'estate del 1962, in un piccolo paese di montagna, al confine tra le Marche e l'Umbria.
Sono stato un bambino, poi un ragazzo, ed ora un uomo.
Altro di interessante da dire non c'è, se non che nel frattempo sono già passati quasi cinquant'anni.
Sono passati quasi cinquant'anni, è vero, ma lassù le nuvole continuano a passare alte sopra le cime dei monti, come allora.
Come allora il profumo delle ginestre riempie i pomeriggi silenziosi ed assolati.
Come sempre la prima stella della sera compare nel cielo, senza memoria di sè, stordita dal canto dei grilli.
Tutto è come allora. Ogni cosa è cambiata.
Ogni cosa che passa nel tempo e nel tempo ritorna, accade e si trasforma intorno ad un centro permanente e nascosto; le realtà si manifestano in tutta la loro esuberante evidenza, celando facilmente la verità che, semplice e sobria, ci vive accanto inosservata e indifferente.
Un piccolo scarabeo verde si aggira indaffarato in mezzo ad una moltitudine di petali colorati, ignaro del centro della corolla e del fiore su cui vive.
Una miriade di altri fiori colorano il prato a sua insaputa.
Così viviamo il nostro tempo, in mezzo a ciò che accade nella realtà quotidiana, che scambiamo facilmente per la verità; perduti nelle realtà inconsce e simboliche del sogno, che ci piace indagare come misteriosi barlumi di un’altra verità; sprofondati nelle fantasie che creiamo per moltiplicare gli inganni e le maschere che già si frappongono tra il nostro cuore e la verità.
Il cuore, non la mente. La mente ha bisogno di cose, di parole, di immagini. Tutto questo è realtà, sogno, fantasia.
La verità non è tutto questo, ma qualcos’altro. Cosa, non è dato saperlo, ma solo intuirlo. E quando accade si può riuscire a raccontarlo soltanto indirettamente, per negazioni, per suggestioni.
Cosa accade, quando qualcosa accade?
Il cielo prepara un temporale estivo. Le nubi si addensano portate dal vento, mentre la polvere turbina a terra e le rondini sfrecciano basse. Perfetto, da manuale. Ma c’è una stonatura: verso Est le nuvole, scure, sembrano nascere in un punto preciso, fiorendo dal profondo del cielo; lo sguardo viene attirato inesorabilmente da quel fiorire misterioso; la mente si perde inconsapevolmente confrontandolo con le forme conosciute, reali e fantastiche e in questa enumerazione meccanica allenta il controllo, interrompe il racconto continuo di sé stessa.
Quando poi abbandona il gioco e riprende il controllo e ritornano i rumori e i colori conosciuti, quello che resta è il vago ricordo di un’assenza di sé quasi totale e di un vuoto nel tempo.
Per un attimo resta qualcosa di indefinito e di ineffabile, come quando ci si sveglia da un vivido sogno mattutino e in un attimo la gioia e la meraviglia, così reali, svaniscono con il dissolversi immediato del ricordo, lasciando solo la struggente sensazione di aver avuto tra le mani qualcosa di prezioso e di averlo perso per sempre.
Quel qualcosa che non si riesce a definire e a raccontare, forse, ha a che fare con le verità che si nascondono dietro le realtà, i sogni e le fantasie.
Le immagini e i versi che seguono, provano a suggerirne sensazioni ed emozioni.
Sono stato un bambino, poi un ragazzo, ed ora un uomo.
Altro di interessante da dire non c'è, se non che nel frattempo sono già passati quasi cinquant'anni.
Sono passati quasi cinquant'anni, è vero, ma lassù le nuvole continuano a passare alte sopra le cime dei monti, come allora.
Come allora il profumo delle ginestre riempie i pomeriggi silenziosi ed assolati.
Come sempre la prima stella della sera compare nel cielo, senza memoria di sè, stordita dal canto dei grilli.
Tutto è come allora. Ogni cosa è cambiata.
Ogni cosa che passa nel tempo e nel tempo ritorna, accade e si trasforma intorno ad un centro permanente e nascosto; le realtà si manifestano in tutta la loro esuberante evidenza, celando facilmente la verità che, semplice e sobria, ci vive accanto inosservata e indifferente.
Un piccolo scarabeo verde si aggira indaffarato in mezzo ad una moltitudine di petali colorati, ignaro del centro della corolla e del fiore su cui vive.
Una miriade di altri fiori colorano il prato a sua insaputa.
Così viviamo il nostro tempo, in mezzo a ciò che accade nella realtà quotidiana, che scambiamo facilmente per la verità; perduti nelle realtà inconsce e simboliche del sogno, che ci piace indagare come misteriosi barlumi di un’altra verità; sprofondati nelle fantasie che creiamo per moltiplicare gli inganni e le maschere che già si frappongono tra il nostro cuore e la verità.
Il cuore, non la mente. La mente ha bisogno di cose, di parole, di immagini. Tutto questo è realtà, sogno, fantasia.
La verità non è tutto questo, ma qualcos’altro. Cosa, non è dato saperlo, ma solo intuirlo. E quando accade si può riuscire a raccontarlo soltanto indirettamente, per negazioni, per suggestioni.
Cosa accade, quando qualcosa accade?
Il cielo prepara un temporale estivo. Le nubi si addensano portate dal vento, mentre la polvere turbina a terra e le rondini sfrecciano basse. Perfetto, da manuale. Ma c’è una stonatura: verso Est le nuvole, scure, sembrano nascere in un punto preciso, fiorendo dal profondo del cielo; lo sguardo viene attirato inesorabilmente da quel fiorire misterioso; la mente si perde inconsapevolmente confrontandolo con le forme conosciute, reali e fantastiche e in questa enumerazione meccanica allenta il controllo, interrompe il racconto continuo di sé stessa.
Quando poi abbandona il gioco e riprende il controllo e ritornano i rumori e i colori conosciuti, quello che resta è il vago ricordo di un’assenza di sé quasi totale e di un vuoto nel tempo.
Per un attimo resta qualcosa di indefinito e di ineffabile, come quando ci si sveglia da un vivido sogno mattutino e in un attimo la gioia e la meraviglia, così reali, svaniscono con il dissolversi immediato del ricordo, lasciando solo la struggente sensazione di aver avuto tra le mani qualcosa di prezioso e di averlo perso per sempre.
Quel qualcosa che non si riesce a definire e a raccontare, forse, ha a che fare con le verità che si nascondono dietro le realtà, i sogni e le fantasie.
Le immagini e i versi che seguono, provano a suggerirne sensazioni ed emozioni.

